Diary

Un brindisi al cambiamento

person Pubblicato da: Greta Mirabile

«Dopo questa notizia dobbiamo assolutamente brindare, ad Emma!»
«In alto i bicchieri, ad Emma, al cambiamento e all’amicizia!»
«Sii!»
Fermi, fermi, fermi! Riavvolgiamo il nastro!
Come sono arrivata a questo punto?
Leonardo aveva ragione: il capo era insopportabile! Lunga e faticosa la riunione però, è andata bene, il progetto è stato approvato a pieni voti e almeno per mezz’ora quel giorno mi sono sentita leggera, quasi fiera di me stessa! Tornata a casa però tutto il peso delle giornate di lavoro, delle ore passate a studiare e delle litigate a casa è piombato sulla mia testa e per un po’ la cosa più logica è sembrata guardare il soffitto bianco dalle profondità del materasso. 
«Eddai è una bellissima giornata, andiamo!»
«Te l’ho detto sono stanco e poi dobbiamo uscire stasera, rimaniamo ancora un po’ a letto…»
«Va bene, come vuoi, usciamo più tardi
La conversazione si ripete ogni volta ed ogni volta un senso di vertigine mi assale, una frenesia che bussa allo stomaco e non trova mai risposta. Queste mura sono una cassa di risonanza per i pensieri più ingombranti; ti tornano addosso con una violenza calibrata, li vedo girare come mosche impazzite. Ho timore di ogni minuto che passa, io sono qui, ferma, eppure il tempo scorre! Questa giostra gira e rigira, sempre più veloce ed io non trovo nessun appiglio, vorrei farmi travolgere ma sono solo spettatrice, aspettando immobile che una mano mi tiri su!
«Sai, il tempo non è infinito, ci sono milioni e milioni di cose da fare e scoprire! Non riesco a capire come tu possa rimanere così indifferente alla vita»
«Ne abbiamo già parlato tante volte, è un problema questa tua iperattività, non sai goderti il riposo! Non ne voglio più discutere, fai quello che vuoi, io rimango a letto!»
«Capisco… ricordati però che quella che tu chiami iperattività significa vivere. Vado a respirare!»
Le 21:30?! Il bianco del soffitto mi ha inghiottita in una spirale infinita di ricordi. Rimango inerme, ancora un po’ ipnotizzata da quel colore troppo freddo… e se stessi di nuovo ricadendo in quel modo di vivere da cui sono riuscita ad allontanarmi? 
Qualche giorno è passato fra domande e docce fredde, intervallato da lunghe notti in cui la fase Rem è stata esageratamente invadente. Ho visto tante facce e non ne ho riconosciuta nessuna, tante voci andavano e venivano ma non sono riuscita a lasciarle entrare, lo scorrere del tempo si è fatto pesante e il ticchettio nella mia testa sempre più rumoroso, l’apatico sorriso stampato sul mio volto si è sciolto in un urlo silenzioso. Apro gli occhi, impietrita, di nuovo quel soffitto bianco. Quanto tempo è passato? Quanto sono stata assente dalla mia vita?
«Emma?! Emma, ci sei? Mi senti?»
«Livia ciao! Si scusami, eccomi»
«Stasera passo a prenderti alle sei! Preparati ad essere assalita dalle coccole perché dovrò portare Wolly, in questi giorni sta distruggendo casa e non mi fido a lasciarlo solo con Gabriele e poi quel posto è perfetto per lasciarlo divertire!»
«Quale posto?»
«Il posto dove andremo a fare aperitivo! Lo ha scelta Giada, vedrai ti farà impazzire, l’atmosfera è stupenda, proprio come piace a te!»
«Ho capito»
«Emma… sei sicura di stare bene? Sono giorni che a stento riusciamo a parlarti e lo sai che ormai riconosciamo come cambia la tua voce quando c’è qualcosa che non va»
«Più che “qualcosa che non va” credo che ci sia qualcosa che “sta andando”. Credo che nella mia testa si stia muovendo qualcosa, non riuscivo più a controllare pensieri e sensazioni ma sono arrivata ad un punto!»
«Lo sai che sono fiera di te, vero? Ora quello che devi fare è fare un bel respiro, scegliere qualcosa di carino da mettere, aspettare la tua limousine e raccontare tutto alle tue amiche!»
Doccia fredda. Sì, ci voleva, il rumore dell’acqua e la temperatura decisamente più bassa di quella esterna ha scacciato via i pensieri più pesanti. Non so dove andremo stasera ma qualche indizio ce l’ho e il sole ancora alto in cielo mi aiuta ad optare per una minigonna in jeans, un top chiaro a costine ed il tocco finale: un cardigan velato con ricami color burro lungo fino alle caviglie che crea un perfetto stile bohémien, sono pronta!
«Wolly, basta, mi stai lavando la faccia!» 
«Troppo tempo senza la sua adorata Emma, tranquilla tra poco siamo arrivate, le altre ci aspettano lì»
I finestrini completamente abbassati della vecchia Jeep di Livia lasciano entrare l’aria ancora calda di fine giornata “fooollooow follooow the suuun…”
«Eccole! Finalmente tutte insieme, che bello! Sono troppo felice! Quanto siete belle! E questo posto, è magico non trovate?»
«Ok Giada, contieni il tuo entusiasmo! Ci stanno squadrando» 
«Che palle Valeria! Rilassati un po’»
«Prego ragazze, seguitemi, vi abbiamo riservato un posto nell’area relax, come richiesto»
«Hai sentito? Adesso non hai scuse!»
All’unisono abbiamo deciso di iniziare la serata con uno spritz rinfrescante ma sappiamo già che da questo tavola passerà qualche altro bicchiere. Giada aveva ragione, è un posto magico. Siamo sedute su dei grandi cuscini poggiati sull’erba fresca di una distesa che, a volerla delimitare, parte dal fienile e finisce solo all’orizzonte. Il tavolino è costruito con dei pancali dipinti di bianco e, quasi a voler esorcizzare la mia paura di quel soffitto bianco, se alzo gli occhi vedo ancora quel colore. Ma questa volta è diverso, vedo delle tende leggerissime in lino che cullate dal vento volano da una parte all’altra del gazebo ed il bianco improvvisamente mi regala una sensazione di pace che cercavo da tanto tempo.
«Dietro a quegli alberi c’è un laghetto bellissimo, mi ricordo che durante il trekking un giorno arrivammo fin qua da casa e ci fermammo a fare un picnic proprio in quel punto»
«A proposito Laura com’è andata la mezza maratona?»
«Non mi posso lamentare, ma ho ancora tanto da esercitarmi!»
«Questo spritz è buonissimo! Emma prima di iniziare a mangiare però, vogliamo sapere cosa è successo in queste settimane, sei sparita e lo sai che non riesci mai a nasconderci niente!»
«è vero, sono state delle giornate particolarmente strane, mi sono ritrovata a riflettere a rivalutare tutto, era il momento di fare un bilancio della mia vita!»
«Bhe non ti neghiamo che da quando hai rotto con… insomma da quando sei tornata dai tuoi siamo tutte un po’ preoccupate»
«Si, quello che Livia sta cercando di dire è che non ti riconoscevamo più! Ti sei spenta e sappiamo bene che quella Emma che eri diventata non è la vera Emma che noi conosciamo, sempre attiva, vivace, con tanta voglia di fare e scoprire il mondo!»
«Io, come sai, non sono brava con le parole, ma una cosa voglio dirtela anche se stento a credere che esca proprio dalla mia bocca: il tuo lavoro ti sta soffocando, hai bisogno di un bel cambiamento!»
«Valeria, cosa dici! Questo starà ad Emma deciderlo!»
«No no, ha ragione, avete centrato in pieno ragazze! Penso proprio di essere riuscita a sbloccare quel tassello troppo ingombrante che mi precludeva la vista sulla mia vita ed il mio futuro, voglio lasciarmi alle spalle tutto quello che mi ha fatta stare male, è davvero tempo di riprendere in mano la mia vita e trovare la strada giusta!»
«Finalmente! Ben detto, questo è quello che volevamo sentire!»
«Dopo questa notizia dobbiamo assolutamente brindare, ad Emma!»
«In alto i bicchieri, ad Emma, al cambiamento e all’amicizia!»
«Sii!»
È un finale perfetto per un periodo da dimenticare, o forse mi sbaglio. 
Questo non può essere che l’inizio!
							

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